Fasci di luce a volte fiochi, lunazioni, sentieri brevi, piccoli movimenti d’anima od esili tracce di vita di un uomo qualunque.

Emersioni emotive costantemente in attività dietro gli angoli di ogni attimo del mio andare: allora cerco i suoni, dando inchiostro e musica a voci mute.

Le poesie, alcune già datate ed altre già riviste, sono insieme a tracciare un cammino di ciò che finora è stato e di ciò che saranno per sempre (1994 – 2000 selezione).

La raccolta contiene la poesia ”A mio padre” vincitrice del Premio Nazionale Pablo Neruda 1997.

Qui sono nato,
su questa terra d’aprile
tra primule d’acqua
e gramigna di vite.
Da qui ho volato
una notte di vita
nervosa dal vento;
e ho pestato terra
gonfiata di pioggia
e alzato polvere
di cortili di festa
e macchiato sogni
dell’erba d’aprile
e di rami da nido
e di fumo di vigna
e del ciliegio
i fiori.

dal libro «Terra d’Aprile», 2001

Canzoni che sono soprattutto parole che giocano, si inseguono, si incontrano e raccontano di terra, di lune e di vita.

Scelte dal repertorio anche per testimoniare forme, linguaggi e strutture musicali di diverso carattere (1984-1996 selezione).

L’album contiene “Toumalin”, dedicata a Bartolomeo Abello e a tutti i pastori emigranti delle montagne cuneesi.

Tracce

  1. Signorina

    Testo
    Accidenti signorina quante gambe stamattina
    quanti muscoli di vita tesi contro quest’aurora
    E’ un temporale signorina come una sera di mattina
    lei è nuvola leggera dolce fiore di frescura
    Ma vada pure signorina che io rimango qui a guardare
    Quell’andare di collina quel sorriso rotolare…

    E complimenti signorina pelle bianca da bambina
    per quell’anima pulita come un vento di riviera
    E questi seni signorina buon appiglio per la vita
    sono fieni da tagliare vele gonfie in questo mare
    La prego vada signorina che io rimango qui a guardare
    quell’andare di collina quel sorriso rotolare…

    Signorina signorina adesso io voglio cambiare
    queste gambe di benzina che non sanno più partire
    Signorina signorina mi dica dove devo andare
    quali rotte da seguire per viaggiare in questo mare… signorina

    Ma quanta terra signorina ma quanta terra in questo mare
    e in quelle mani di farina impastate ad acqua e sole
    E poi mi dica signorina ma quanto mi potrà costare
    qualche scampolo di vita un’occasione da comprare
    poi vada pure signorina che io rimango qui a guardare
    quell’andare di collina quel sorriso rotolare…

    Signorina signorina adesso io voglio cambiare
    queste gambe di benzina che non sanno più partire
    Signorina signorina mi dica dove devo andare
    quali rotte da seguire per viaggiare in questo mare… signorina

    Vada pure signorina che io rimango qui a guardare
    quell’andare di collina quel sorriso rotolare…

    Io ti immaginerò di luna in un prato coltivato a stelle
    come un molo di fortuna per un cattivo navigante… come me
  2. Due minuti di luna

    Testo
    Hai mai visto la luna quando cresce nel cielo
    d’improvviso alle spalle fare il giro del mondo
    Hai mai visto la luna illuminare le ali
    in rotta di migrazione verso cieli lontani
    Hai mai visto la luna chiusa dentro a uno specchio
    e tu in mezzo a due lune ti senti al centro del mondo… brillare

    Hai mai visto la luna che scende a bere sul mare
    rinfrescarsi la fronte farsi bella ad un cuore
    Hai mai visto la luna colorare le nubi
    dietro ad un temporale quando più non l’aspetti
    Hai mai visto la luna un pezzo o tutta intera
    far cadere una stella per cercare fortuna… giocare

    Ma l’hai mai vista la luna hai mai sentito la luna
    Il rumore di luna che è un silenzio totale
    Fatto solo di vento e che sbianca la notte
    che non lascia dormire che confonde il cantare… del cielo

    Ma l’hai mai vista la luna hai mai sentito la luna
    quell’odore di luna che non ti fa respirare
    E che ti entra nel cuore a scaldare le vene
    e che ti fa sognare e fa gridare parole… d’amore

    Ma l’hai mai vista tu la luna
    l’hai vista bene la luna
  3. Terra

    Testo
    Passano cinghiali e muovono la notte
    su questa terra così dura questa terra che non dorme
    mentre passano gli amanti e scuotono le foglie
    su questa terra così pura questa terra che si muove
    Passa un po’ di tutto e tutto è già passato
    su questa terra così piena di passi del passato
    passa anche la luna in un mucchio di stelle chiare
    a sfiorare le colline su questa terra… che si vede il mare

    Passano le mani e muovono le vigne
    su questa terra così forte questa terra che resiste
    mentre passano stagioni e cambiano i disegni
    di questa terra che non parla ma che pensa e lascia i segni
    Passa un po’ di tutto e tutto è già passato
    anche la dannata guerra ha preso qui qualche soldato
    passa anche la luna in un mucchio di stelle chiare
    a sfiorare le colline su questa terra… che si vede il mare

    Passano dei cani e annusano la notte
    su questa terra così scura questa terra che ti inghiotte
    mentre passano un bastone e una voce a richiamare
    su questa terra che si piega solo davanti al maestrale
    Passa un po’ di tutto e tutto è già passato
    che a forza di passare è quasi tutto calpestato
    passa anche la luna in un mucchio di stelle chiare
    a sfiorare le colline su questa terra… che si vede il mare

    Amore mio vorrei portarti qui
    a respirare insieme a me
    questa luna questa luna che
    che mi fa sognare che mi fa sognare… insieme a te

    Passa un po’ di tutto e tutto è già passato
    su questa terra così piena di passi del passato
    Rotta all’orizzonte pronti per salpare
    Dalla cima di questa terra quando il cielo… ci farà vedere il mare.
  4. Toumalin

    Testo
    Ci sono due pezzi di cielo guardate guardate su in quel vallone
    ci sono dei pezzi di cielo guardate su a destra su quel costone
    ma non può più essere cielo sotto alle nubi che dividono il mondo
    non può più essere cielo è certo qualcosa portato dal vento…

    Ma sono quasi due pezzi di cielo quegli occhi piantati sul volto dell’uomo
    sono quasi lontani davvero piantati da sempre a guardar l’infinito
    nel silenzio il rumore del tuono e acqua che corre giù sulla schiena
    e le notti e giorni di vento e il soffio del tempo sotto alle ciglia…

    E sale su verso il sole e ancora su fino al cielo
    a guardare giù quello che rimane una sigaretta ed un po’ di pane
    fino a quando la notte non faccia dormire…

    Guardatore del cielo contatore di stelle e domatore di nuvole
    quanti passi a salire a scalare le estati e a voltare le pagine
    poi la discesa insieme ad aghi di pino
    fino a toccare la strada e continuare il cammino… verso pianure

    E scompare lontano viaggiatore d’autunno dietro al confine
    insieme a tutto il passato e sotto il cappello un grande amore
    poi la distesa tutta terra straniera
    tra venti e recinti e quell’odore di Spagna… sopra la pelle

    E scende giù dietro il fiume e ancora giù fino al mare
    a guardare su solo per sentire verso l’orizzonte se sta per soffiare
    fino a quando la notte non faccia dormire…

    E sale su verso il sole e ancora su fino al cielo
    poi scende giù dietro il fiume e ancora giù fino al mare
    a guardare su solo per sentire verso l’orizzonte se sta per soffiare
    fino a quando la notte non faccio dormire…
  5. Canzone da buttare

    Testo
    Scavando nella polvere tra le vecchie pagine
    ho trovato pozzanghere non asciugate mai
    Frammenti di pensieri che riempiono degli angoli
    testimoni di momenti lasciati lì da un poi

    Parole non volate via buttate dalla fantasia
    Parole che non sanno stare senza una rima da baciare

    Scavando nella polvere tra pieghe dimenticate
    ho trovato una canzone non ascoltata mai
    Due strofe tra le dita sulle righe di una vita
    una storia non finita che non finirà mai

    Cenere di incendi sopra il cuore pagine di lettere d’amore
    Sogni di notti non dormite vuoti di bottiglie mai finite

    E’ una canzone da buttarecon parole d’occasione
    e non c’è più l’emozione che l’ha fatta scrivere
    E non si può cantare ma rimane dentro il cuore
    la fotografia del sole che l’ha fatta vivere

    E si cercano quegli sguardi sotto i riflettori spenti
    tra le macerie dei ricordi spiragli d’altri tempi
    Ma si può dolo immaginare mettere insieme le parole
    e restare qui a cantare…

    E’ una canzone da buttare con parole d’occasione
    e non c’è più l’emozione che l’ha fatta scrivere
    E non si può cantare ma rimane dentro il cuore
    la fotografia del sole che l’ha fatta vivere.
  6. Datemi il cuore

    Testo
    Sotto un mucchio di pensiero sta sepolto il mio cuore
    sotto un muro di cemento sotto un camion di parole
    E rovistando in una frase annaspando nel capire
    non gli riesce di respirare non gli riesce di poter uscire

    C’è uno sguardo un’emozione sotto un mucchio di pensiero
    una occhiata una ragione sotto il duro dietro il nero
    Che non mi riesce di parlare nel momento di dover dire
    che non mi riesce di restare nel momento di partire

    Datemi il mio cuore tiratemelo fuori
    tu che mi chiami amore aiutamelo fuori
    Datemi il mio cuore tiratemelo fuori da qui

    Sotto un mucchio di pensiero s’è incastrato questo cuore
    non va avanti non va indietro e grida senza far rumore
    E c’è un quintale di silenzio che Si deve trasportare
    che non gli riesce di fuggire non gli riesce di scappare

    C’è del sangue del sorriso sotto un mucchio di pensiero
    c’è del sole sopra un viso dietro il chiuso dentro il vero
    Che non mi riesce di gioire nel momento di giocare
    che non mi riesce di dormire nel momento di sognare

    Datemi il mio cuore tiratemelo fuori
    tu che mi chiami amore aiutamelo fuori
    Datemi il mio cuore tiratemelo fuori da qui

    E non c’è niente da capire niente niente da imparare
    solo un cuore da far uscire … da qui

    Datemi il mio cuore tiratemelo fuori
    tu che mi chiami amore aiutamelo fuori
    Datemi il mio cuore tiratemelo fuori da qui.

testi e musiche di Bruno Penna
contributi musicali di
Mauro Fede e Simona Colonna
registrato e mixato al Digital Sound Recording Studio
disegni per l’album di Elena Green